I migliori alimenti per la vitamina E: frutta secca e semi
La vitamina E è un nutriente essenziale. Contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo (claim UE autorizzato). Frutta secca e semi sono tra le fonti alimentari più ricche di questa vitamina. Ma quale contiene davvero più vitamina E?
Semi di girasole: la fonte più ricca
I semi di girasole sono, a parità di peso, la fonte più ricca di vitamina E tra frutta secca e semi. Ne contengono circa 35 mg ogni 100 g, secondo i dati USDA. Sono anche ricchi di altri nutrienti: magnesio, selenio e vitamine del gruppo B.
Mandorle: seconde per contenuto, prime per praticità
Le mandorle seguono da vicino, con circa 25-26 mg di vitamina E ogni 100 g. Restano tra le fonti più ricche in assoluto e sono molto versatili: si aggiungono facilmente a muesli, insalate o si consumano come spuntino.
Nocciole e arachidi: buone alternative
Le nocciole contengono circa 15 mg di vitamina E ogni 100 g. Le arachidi ne contengono un po’ meno. Restano comunque fonti valide, soprattutto se consumate con regolarità nell’ambito di un’alimentazione varia.
Perché la vitamina E è importante
La vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. È un claim riconosciuto a livello UE (Reg. 432/2012). Non esistono invece claim autorizzati su energia, concentrazione o riduzione della fatica per la vitamina E: attenzione a chi propone questo tipo di associazione, perché non ha base scientifica riconosciuta.
Come integrarla nella dieta
Un modo semplice è aggiungere una manciata di semi di girasole o mandorle allo yogurt, ai cereali o alle insalate. La vitamina E è liposolubile: si assorbe meglio se assunta insieme a una fonte di grassi, come già presente naturalmente in questi alimenti.










