Ashwagandha e sonno: che cosa racconta il nome Withania somnifera
Ashwagandha e sonno sono legati fin dal nome. La pianta si chiama infatti Withania somnifera, e “somnifera” in latino significa “che porta il sonno”. Non è un dettaglio da poco: racconta l’uso che la tradizione ne fa da millenni. In questo articolo scopriamo che cosa c’è dietro questo nome, che cosa osserva la ricerca e come inserire la pianta in una routine serale.
Il tema è attuale. Giornate tese e pensieri che non si spengono, infatti, rendono spesso difficile il riposo.
Che cos’è la Withania somnifera
La Withania somnifera è una pianta perenne originaria dell’India e di altre regioni dell’Asia. È nota per le sue qualità toniche e adattogene. I suoi estratti contengono composti caratteristici, i withanolidi.
La medicina ayurvedica la utilizza da millenni. La considera infatti una pianta che accompagna l’organismo nei periodi di maggiore impegno.
Ashwagandha e sonno: due nomi, due storie
Il nome botanico, come abbiamo visto, parla di sonno. Il nome tradizionale, invece, racconta un’altra storia. “Ashwagandha” viene dal sanscrito e significa “odore di cavallo”. Si riferisce al profumo intenso della radice fresca e, secondo la tradizione, alla forza dell’animale.
Vigore di giorno e riposo di notte: i due nomi sembrano contraddirsi. In realtà descrivono la stessa idea, cioè l’equilibrio.
Che cosa dice la ricerca
Stress
L’ashwagandha è studiata soprattutto in relazione allo stress. Uno studio controllato su adulti sotto pressione ha osservato, dopo 60 giorni, punteggi di stress percepito più bassi nel gruppo che assumeva l’estratto. Nello stesso gruppo sono risultati più bassi anche i valori di cortisolo.
Sonno
Sul sonno esiste una revisione sistematica del 2021. Ha raccolto cinque studi controllati, per un totale di 400 partecipanti. Gli autori hanno rilevato un effetto piccolo ma significativo sulla qualità del sonno. L’effetto, inoltre, era più evidente nelle persone con difficoltà di sonno e con un uso di almeno otto settimane.
I limiti
Gli studi sono ancora pochi e di breve durata. Gli stessi autori, quindi, chiedono ulteriori conferme. È dunque un campo promettente, ma aperto.
Mente lucida
Chi riposa bene, di giorno è più presente. Anche per questo la ricerca indaga il rapporto tra ashwagandha, concentrazione e memoria. I dati, per ora, sono preliminari.
Una routine serale
Nessuna pianta sostituisce le buone abitudini. Il sonno, infatti, si prepara già nel pomeriggio.
- mantieni orari regolari, anche nel fine settimana
- cena leggero e non troppo tardi
- abbassa le luci dopo cena
- spegni gli schermi un’ora prima di dormire
- tieni la camera fresca e buia
Trovi altri consigli nell’articolo dormire bene.
Buon uso
L’ashwagandha è un integratore, non un sonnifero. Non è indicata in gravidanza e in allattamento, e può interagire con la funzione tiroidea. Se hai disturbi della tiroide, assumi farmaci o dormi male da tempo, chiedi quindi prima al medico.
Conclusione
La Withania somnifera porta nel nome la sua vocazione. La tradizione la lega al riposo e all’equilibrio, e la ricerca moderna ha cominciato a verificarlo. Inserita in una routine serale attenta, può dunque accompagnare chi cerca giornate più serene.
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Fonti
- Chandrasekhar K, Kapoor J, Anishetty S. A prospective, randomized double-blind, placebo-controlled study of safety and efficacy of a high-concentration full-spectrum extract of ashwagandha root in reducing stress and anxiety in adults. Indian J Psychol Med. 2012;34(3):255-262.
- Cheah KL, Norhayati MN, Husniati Yaacob L, Abdul Rahman R. Effect of Ashwagandha (Withania somnifera) extract on sleep: A systematic review and meta-analysis. Plos one. 2021;16(9):e0257843. org/10.1371/journal.pone.0257843










